Ti stai accingendo a fare una ristrutturazione della tua casa e ti chiedi quali siano gli elementi più importanti per il tuo impianto di riscaldamento.

Sicuramente sapere quale tipo di dimensionamento dei termosifoni dovresti scegliere può essere davvero utile, e se hai molti dubbi ti consigliamo sempre di rivolgerti ad un professionista, che sarà in grado di indicarti tutti  gli elementi che potrebbero esserti utili per la tua scelta, e magari anche di procurarti i tuoi nuovi termosifoni.

Tuttavia, se vuoi iniziare a capire che cosa sia importante considerare in merito al dimensionamento dei termosifoni, eccoti qualche punto da valutare.

Dimensionamento dei termosifoni, rispettare la legge

In primo luogo, sappi che nel caso in cui sia per te necessario effettuare una ristrutturazione, dovrai adeguare i tuoi termosifoni alle normative vigenti.

Dovrai, quindi, costituire un impianto di riscaldamento che abbia le caratteristiche previste a livello nazionale e locale.

Per questo può essere davvero utile fare riferimento ad un professionista che ti sappia consigliare sotto questo punto di vista.

Ad esempio, sarà per te necessario installare immediatamente le valvole e i contabilizzatori, in quanto dovrai adeguarti, come tutti gli altri, alle disposizioni che li prevedono all’interno delle case più recenti.

Inoltre, un professionista si potrà anche occupare di costituire quelle che sono le certificazioni necessarie al fine di sapere che il tuo impianto di riscaldamento sarà realmente a norma.

Sostituire i termosifoni: quali le tipologie migliori

Prima di parlare del vero e proprio dimensionamento dei termosifoni, sarà necessario anche capire quali tipologie di radiatori sono attualmente presenti.

Quelli ancora diffusi sono in ghisa, ma pian piano questi sono stati sostituiti da altri tipi di materiali, come l’alluminio, l’acciaio e così via.

Sappi che un radiatore in ghisa si riscalderà con maggiore lentezza, ma sarà anche quello che manterrà al meglio la temperatura.

I radiatori in alluminio hanno l’effetto contrario, mentre un termosifone in acciaio è quello che durerà meno nel tempo.

Chiedi consiglio sempre ad un fuochista o ad un idraulico professionista per capire quale scelta fare.

Dimensionamento dei termosifoni, gli elementi da considerare

A questo punto si può passare a parlare del vero e proprio dimensionamento dei termosifoni e dei parametri da prendere in considerazione per questi.

Il dimensionamento si può ottenere calcolando il fabbisogno di calorie che sarà necessario per avere una temperatura ideale all’interno dei diversi ambienti domestici.

Per effettuare il calcolo dovrete prendere in considerazione alcuni parametri, quali:

  • Le caratteristiche e l’isolamento termico dell’edificio;
  • La zona climatica della casa (ad esempio, a Nord farà sicuramente più freddo che a Sud);
  • L’esposizione solare e l’orientamento degli ambienti che dovrete riscaldare;
  • La temperatura media dell’acqua che è presente all’interno del vostro impianto di riscaldamento.

Ovviamente, alcuni di questi parametri saranno immediatamente accessibili, mentre per altri avrete certamente bisogno dell’aiuto di un professionista, che potrà fare le misurazioni e vi potrà indicare il risultato delle stesse.

Inoltre, dovrete anche capire dove posizionare i vostri nuovi termosifoni dopo il dimensionamento.

Infatti, la posizione di un radiatore sarà essenziale, poiché solo nel caso in cui questa venga studiata attentamente vi consentirà di riscaldare al meglio tutta la stanza.

In moltissimi casi i radiatori vengono posizionati al di sotto rispetto alle finestre, in quanto questa posizione consente di spostare in modo più efficace l’aria calda verso il centro della stanza.

Ovviamente, a seconda del tipo di casa che avrete, potrà cambiare anche la posizione dei vostri termosifoni, come può accadere per chi non abbia delle finestre ma delle portefinestre oppure dei balconi, che possono determinare una maggiore dispersione termica e una diversa esigenza dal punto di vista del riscaldamento.

 

Esistono situazioni nelle quali anche i privati devono ricorrere a certificazioni specifiche, come quelle per l’impianto idraulico, e non sanno a chi potersi rivolgere.

Ad esempio, potrebbe capitarti di dover consegnare la certificazione dell’impianto idraulico a chi si occupi di acquistare la tua casa, o di affittarla.

Questo passaggio dovrà essere effettuato seguendo tutti i passaggi previsti in modo da non incorrere in sanzioni che potrebbero penalizzarti in modo anche rilevante.

Certificazione impianto idraulico, le previsioni di legge

La certificazione dell’impianto idraulico è una di quelle attività che vengono previste dalla legge dal punto di vista dei dettagli e dell’esecuzione.

L’obiettivo, infatti, è quello di avere la certezza di possedere un impianto che non sia solo funzionale, ma che non comporti pericoli per chi lo debba utilizzare ogni giorno.

A livello generale, quindi, si prevede come dopo l’installazione dell’impianto idraulico, chi si sia occupato di effettuare tale installazione dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità.

Questo è un documento obbligatorio per la legge e al suo interno si legge come l’impianto sia adeguato rispetto alle leggi vigenti.

La dichiarazione di conformità potrà essere richiesta in diverse situazioni, ad esempio dal notaio nel momento in cui dovrai vedere un immobile, o anche da chi affitti la tua casa o la tua attività commerciale.

A livello normativo come riferimento si dovranno prendere le disposizioni del Decreto Ministeriale 37 del 2008 nel quale si possono leggere i criteri che si dovranno rispettare sempre, per tutti gli impianti idraulici di nuova costruzione.

Per gli impianti che, invece, siano stati costruiti ed installati prima del 2008 si prevede la possibilità di sostituire la certificazione dell’impianto idraulico con quello che viene detto Diri, cioè Dichiarazione di Rispondenza.

Chi si occupa della certificazione dell’impianto idraulico

La certificazione dell’impianto idraulico è uno di quei documenti che non potrai certamente compilare da solo.

Solo un tecnico abilitato, che abbia almeno cinque anni di esperienza nel settore, potrà occuparsi, dopo la verifica dell’impianto e delle sue prestazioni, potrà compilare il documento.

Potresti avere bisogno della certificazione dell’impianto idraulico anche per le tue ristrutturazioni edilizie.

In questo caso essa potrà essere richiesta qualora la ristrutturazione interessi anche l’impianto stesso, sia dal punto di vista delle parti che siano state modificate, sia per la funzionalità complessiva di tutto l’impianto dopo l’intervento di ristrutturazione.

Come funziona la certificazione dell’impianto idraulico

La certificazione dell’impianto idraulico è obbligatoria e per chi non si adegui sono previste delle sanzioni che possono partire da 1000 euro sino ad arrivare a 10 mila euro.

Tutti gli immobili sono subordinati a quest’obbligo, sia quelli residenziali sia quelli commerciali e industriali.

Nella verifica che il tecnico effettuerà saranno ricompresi diversi aspetti dell’impianto. Questi riguarderanno, ad esempio, i materiali, le credenziali di chi abbia installato l’impianto e anche il progetto strutturale dell’impianto stesso.

Qualora durante la verifica si identifichino delle incongruenze sarà necessario effettuare delle modifiche, così da essere in regola con la normativa di legge.

Sempre dal punto di vista legislativo, il certificato di conformità sarà necessario per poter ottenere l’agibilità dell’immobile.

In modo particolare, per le attività commerciali e quelle industriali, la certificazione è richiesta allo scopo di ottenere il nulla osta sanitario e anche durante i controlli che vengano effettuati per valutare l’adeguatezza del sistema antincendio.

A chi rivolgerti per il certificato di conformità

Per ottenere il tuo certificato di conformità dell’impianto idraulico, come abbiamo già specificato, dovrai rivolgerti ad una ditta specializzata e certificata a sua volta.

I professionisti dovranno avere almeno cinque anni di esperienza nel settore e dovranno dimostrare di essere in possesso delle autorizzazioni per poter svolgere questo tipo di lavoro a diversi livelli.

 

Ti sarà capitato di vedere sicuramente i camion che si occupano delle attività si spurgo, magari anche nei dintorni di casa tua, ma non ti sei mai domandato se lo spurgo sia un tipo di intervento necessario, e se sì in quali casi.

Conoscere il ruolo di chi si occupi degli spurghi può essere molto utile non solo ai fini di una mera conoscenza, ma anche per contattare un servizio spurghi nel momento in cui potresti averne bisogno.

Di che cosa si occupano le attività di spurgo

Molti di coloro che abitano in un palazzo che sia direttamente collegato alla fognatura cittadina potrebbero pensare che l’attività di spurgo non sia per loro necessario.

In effetti, nell’immaginario collettivo, lo spurgo è fondamentale solamente per la pulizia dei pozzi neri, oppure per il lavaggio delle fosse biologiche.

Tuttavia, se anche tu sei caduto in questo errore, sappi che il campo di applicazione delle attività di spurgo è molto più ampio.

Le ditte che svolgono questo lavoro, infatti, si occupano anche della pulizia e della verifica di quelli che sono gli scarichi domestici, anche nel caso in cui questi siano collegati alla rete fognaria.

Questo soprattutto perché pur durante un utilizzo quotidiano e assolutamente “virtuoso” gli scarichi di una casa potrebbero vedere un accumulo di placche di detriti, le quali si formeranno lungo le tubature della fognatura.

I detriti possono essere composti da sostanze che anche tu avrai più volte gettato negli scarichi, come i detersivi, il cibo e anche gli oli esausti.

I detriti sono pericolosi in quanto possono arrivare a creare delle vere e proprie ostruzioni, che possono rendere non solo difficile il passaggio dell’acqua, ma che possono anche mettere a dura prova tutto l’impianto fognario.

Uno degli effetti che i detriti possono provocare è costituito dall’impedimento rispetto al corretto reflusso delle acque nere verso la fognatura.

Potresti accorgerti, quindi, della presenza di un’ostruzione per il rallentamento degli scarichi, oppure per la fuoriuscita di cattivi odori dai tuoi scarichi.

Ovviamente, le attività di spurgo si occupano anche della pulizia dei pozzi neri e delle fosse biologiche, ma come avrai potuto capire, il loro campo di applicazione è molto più ampio rispetto a quanto si potrebbe pensare.

Che cosa chiedere ad un’attività di spurgo

Magari hai notato alcuni “sintomi” legati alla presenza di ostruzioni o del malfunzionamento dei tuoi scarichi, e ti piacerebbe sapere che cosa chiedere ad una ditta di spurghi.

In primo luogo, potrai contattarli, anche attraverso apposite app, per capire con quale regolarità intervenire sulla rete fognaria per una pulizia profonda.

In generale, la fossa biologica o il pozzo nero dovranno essere puliti con maggiore regolarità, ma le tempistiche possono variare soprattutto sulla base della loro dimensione.

Per la normale rete fognaria la pulizia profonda, invece, si dovrebbe effettuare almeno ogni 2-3 anni, con una frequenza che varierà a seconda del tipo di struttura dalla quale parta la rete fognaria.

Ad esempio, nel caso in cui il problema del rallentamento degli scarichi si verifichi in un ufficio, sarà possibile dilazionare maggiormente nel tempo le pulizie, mentre queste dovranno avvenire più di frequente per la rete fognaria di una casa.

Questo perché molto spesso non è tanto il WC a provocare problemi, quanto l’utilizzo intensivo della cucina e soprattutto di elettrodomestici come le lavatrici e le lavastoviglie, che difficilmente si troveranno in un ufficio.

Come si svolge l’attività di spurgo

Nel momento in cui avrai contattato una ditta di spurghi questa si recherà nel luogo in cui ci sia bisogno della pulizia con appositi camion.

Questi vedono la presenza di dispositivi che si possono immettere nella rete fognaria e che possono inviare in essa acqua ad alta pressione.

 

I lavori di manutenzione dell’autoclave possono sembrare semplici da realizzare, ma in tantissime situazioni, invece, bisognerà evitare il fai da te e affidarsi, invece, ad un professionista.

Un idraulico, oggi facile da contattare e da scegliere anche grazie alle moderne applicazioni, saprà come intervenire e anche quali tipi di problemi potrebbero affliggere la vostra autoclave.

A che cosa serve l’autoclave

La manutenzione dell’autoclave riguarda uno strumento ancora molto utilizzato, ma spesso poco conosciuto da chi non sia “del settore”.

In particolare, l’autoclave è un sistema che viene impiegato allo scopo di  utilizzare una riserva d’acqua che era precedentemente contenuta nei serbatoi.

La riserva viene accantonata in modo da poterla usare nel momento del bisogno.

Quindi, la funzione principale dell’autoclave è quella di evitare che il flusso di acqua arrivi a ridursi all’interno del circuito nel momento in  cui si apra il rubinetto.

La manutenzione dell’autoclave ha l’obiettivo di andare a verificare che nell’impianto non siano presenti dei residui oppure dei detriti.

Inoltre, essa ha anche lo scopo di controllare la pressione dell’impianto, così da far accendere e spegnere l’autoclave quando questo sia necessario.

Manutenzione dell’autoclave, quando è necessaria

La manutenzione dell’autoclave sarà necessaria con scadenze regolari e i lavori che si realizzeranno saranno di diverso tipo.

Gli interventi, infatti, inizieranno dal controllo del vaso si espansione relativo alla regolazione della pressione dell’autoclave stessa.

Nel caso in cui, infatti, il vaso dovesse perdere pressione, esso può dare vita all’attivazione di cicli di accensione e spegnimento della pompa, arrivando a determinare il suo deterioramento, e anche un danneggiamento dello stesso vaso di espansione.

Inoltre, rientrano nella manutenzione dell’autoclave anche le operazioni di pulizia rispetto ai detriti che possono essere stati trasportati dalla stessa acqua.

Infatti, le impurità che siano state trasportate dall’acqua possono risultare dannose per il pressostato dell’impianto, andandone ad alterare il corretto funzionamento.

Infine, anche il controllo sul buon funzionamento dell’impianto generale a livello idraulico è un tipo di manutenzione dell’autoclave.

Anche in questo caso vi dovrete affidare ad un professionista, che sarà il solo a poter eseguire tali forme di controllo e di manutenzione.

Potrete capire come nessuno di questi interventi sia alla portata di tutti, e dei così detti “profani”, in quanto essi debbano essere riservati esclusivamente a soggetti che sappiano dove mettere correttamente le mani.

Manutenzione dell’autoclave in condominio

Oltre a contesti legati alle case singole, la manutenzione dell’autoclave riguarderà ormai anche i condomini.

Infatti, questo strumento è diventato essenziale anche per la vita delle persone che si trovino in un condominio.

Bisogna sottolineare come per la nostra normativa non esita una forma di manutenzione obbligatoria dell’autoclave, ma come sia necessario chiamare sempre un soggetto esperto per poterla svolgere.

Infatti, la legge determina una responsabilità civile per l’amministratore condominiale, il quale diventa responsabile per la gestione delle acque interne che siano utilizzate ad uso potabile.

Proprio per questo sarebbe necessario predisporre periodicamente una forma di manutenzione dell’autoclave che consenta di controllare l’acqua e anche di valutarne la qualità.

Questi interventi, infatti, non sono necessari solo da un punto di vista puramente tecnico, ma serviranno anche, e soprattutto, per andare a tutelare la salute del condomini.

Anche sotto questo profilo, quindi, non ci si potrà affidare ad una persona qualunque per la manutenzione dell’autoclave, e per il controllo delle acque, ma bisognerà scegliere un idraulico qualificato che sia in grado di svolgere tutte le attività al meglio.

Potrete trovarlo ormai utilizzando i servizi che vengono offerti da app davvero efficienti, grazie alle quali conoscerete anche quali saranno state le opinioni degli altri utenti che si siano rivolti allo stesso idraulico per svolgere attività simili alla vostra.

 

Ti piacerebbe avere un centro benessere tutto per te, ma ti chiedi se sia possibile costruire un hammam in casa.

In effetti, questa potrebbe sembrare davvero un’impresa difficile da realizzare, ma rivolgendoti ad idraulici e muratori esperti avrai sicuramente la possibilità di realizzare il tuo sogno.

Dovrai solo conoscere qualche nozione in più in merito a che cosa potrebbe servire per arrivare a compiere quest’opera e a rendere la tua casa ancora più accogliente.

Che cosa serve per costruire un hammam in casa

Avendo capito come sia fondamentale chiamare dei professionisti per realizzare un hammam in casa, è necessario anche comprendere che cosa possa essere necessario per arrivare ad avere il tuo centro benessere privato.

Innanzitutto lo spazio: dovrai avere una stanza, anche non molto grande, nella quale creare il bagno turco, oppure installare la cabina per la creazione del vapore.

Infatti, le soluzioni per costruire un hammam in casa sono varie: si potrà trasformare completamente una stanza, oppure sarà possibile installare le apposite cabine isolate che produrranno il vapore e non ti obbligheranno a rivoluzionare un’intera stanza.

Per creare una stanza ad hoc dovrai far fare un sopralluogo sia ad un muratore sia ad un idraulico professionista, in modo che questi possano consigliarti sulla realizzabilità dell’opera.

L’isolamento sarà la prima cosa da valutare: infatti, se il vapore è certamente benefico per le vie respiratore, non lo è tanto per i muri e per il resto della casa, quindi chi ti farà il preventivo dovrà anche indicarti come si svolgeranno i lavoro sotto questo profilo.

Anche per le cabine dovrai comunque avere uno spazio necessario e che sia in grado di sopportare il calore che, in ogni caso, si potrebbe sviluppare dalla cabina stessa.

Il generatore di vapore

Esistono, poi, dei generatori di vapore tra i quali potrai scegliere. Anche in questo caso, in particolare, ti consigliamo di affidarti a soggetti professionisti che ti seguano nella scelta del generatore stesso.

Esistono generatori per uso domestico e altri per uso professionale: la differenza si ritroverà sia nella potenza di questi due dispositivi, sia nell’elettricità che sarà richiesta dagli stessi.

Per questo potrà essere necessaria anche la presenza di un elettricista che possa capire se il tuo impianto sia capace di sopportare la potenza richiesta dal generatore di vapore.

Dopo aver scelto tutti gli elementi che andranno a comporre il tuo hammam in casa, si dovrà passare alla loro installazione.

Si eseguirà l’isolamento o della stanza, oppure della cabina, e qui potrai anche scegliere gli elementi estetici che ti potranno piacere di più.

C’è chi ama, ad esempio, le piastrelle colorate, e chi, invece, vorrebbe avere materiali più naturali.

Anche per tutti questi dettagli saranno i professionisti a poterti guidare soprattutto da un punto di vista della resa dei materiali e delle caratteristiche tecniche degli stessi.

Infatti, una mattonella per un bagno classico potrebbe non essere adatta ad un bagno turco o ad un hammam.

Esistono anche altri elementi che potranno essere installati, come le pompe per lo spurgo, che ti aiuteranno a mantenere il tuo hammam in casa assolutamente pulito ed efficiente. Capisci, quindi, come non potrai certamente fare tutto da solo!

Il training non sarà finito qui, però, perché dovrai farti spiegare anche come usare il generatore di vapore in modo da maneggiarlo con sicurezza e senza pericolo.

I generatori, infatti, possono arrivare anche a 45 gradi, e molte persone arrivano a bruciarsi per il fatto di non conoscere a fondo come funzionino.

Dopo aver costruito il tuo hammam in casa, ed aver capito come usarlo, non ti resterà che rilassarti ed iniziare a utilizzare la tua nuova opera.

 

 

 

Vorresti operare una ristrutturazione del bagno, ma non sai da che parte iniziare, e neppure a chi affidarti.

Sicuramente esistono dei motivi per i quali potresti effettivamente pensare a ristrutturare il bagno, e alcuni, più di altri, potrebbero indurti a svolgere nell’imminenza questo tipo di lavoro.

Perché pensare alla ristrutturazione del bagno

La ristrutturazione del bagno può rivelarsi necessaria in tutta una serie di situazioni. Infatti, questa stanza è spesso caratterizzata dalla presenza di più impianti contemporanei: da quello idrico, a quello del gas sino a quello elettrico.

Una ridotta efficienza di uno di questi potrebbe obbligarti a programmare una ristrutturazione.

Tuttavia, il consiglio è sempre quello di evitare, almeno in questi casi, il fai da te, soprattutto per non determinare l’insorgenza di ulteriori problemi che potrebbero obbligarti, poi, a correre velocemente ai ripari.

Cosa fare in una ristrutturazione del bagno

Ovviamente, ogni tipo di ristrutturazione del bagno sarà diversa rispetto alle altre, ma interventi tipici potranno riguardare il cambio dei sanitari, il rifacimento di alcuni impianti oppure l’intervento a livello delle piastrelle del pavimento e delle pareti.

Per il cambio dei sanitari sarà ovviamente necessario chiamare un professionista, il quale non solo saprà aiutarti nello svolgere le operazioni tecniche, ma potrà anche procurare i sanitari più adeguati per la tua situazione pagandoli a prezzo di costo.

Inoltre, durante un intervento di questo tipo, l’idraulico avrà anche la possibilità di controllare che tutti gli impianti legati ai sanitari funzionino adeguatamente.

Esempi di ristrutturazione del bagno che possono richiedere, in questo caso, l’intervento del professionista riguardano il cambio dei rubinetti, con passaggio dal rubinetto classico a quello con miscelatore.

Anche per la posa delle piastrelle, siano esse del pavimento oppure delle pareti, sarà necessario rivolgersi ad un professionista.

In questo caso per avere non solo un lavoro ben fatto, ma anche per poter acquistare i migliori materiali per la ristrutturazione, dalle piastrelle stesse sino agli incollanti e agli elementi strutturali.

Infine, se la ristrutturazione sarà completa avrai certamente bisogno della collaborazione di più persone, soprattutto per la revisione degli impianti.

Un idraulico, un addetto agli impianti a gas e un elettricista potranno collaborare tra di loro al fine di revisionare i tuoi impianti e renderli non solo efficienti ma anche completamente sicuri.

Come avviene la ristrutturazione del bagno

Per arrivare a compiere effettivamente un lavoro di ristrutturazione del bagno si dovrà cominciare dalle basi.

Si partirà, infatti, con un sopralluogo che verrà eseguito dai tecnici che avrai chiamato per svolgere il lavoro.

In questa fase ci si occuperà del controllo di quanto sia già presente ed esistente, e dell’individuazione degli interventi che sarà necessario fare.

Successivamente, potrai richiedere un preventivo nel quale dovranno, ovviamente, essere presenti tutte le voci di spesa, da quelle relative al lavoro a quelle riferite ai materiali.

Nel momento in cui avrai scelto a chi affidarti potranno cominciare i lavori veri e propri, che partiranno da una prima fase di eliminazione di ciò che apparteneva al tuo vecchio bagno, e di inserimento dei nuovi elementi.

Le tempistiche della ristrutturazione bagno

Uno degli elementi che spesso inducono a non svolgere una ristrutturazione del bagno è costituito dalle tempistiche di tale tipo di attività.

In molti pensano, infatti, che sia necessario rimanere per settimane intere senza un bagno funzionante nel momento in cui sia necessaria la ristrutturazione.

In realtà, scegliendo il giusto professionista, come coloro che si trovano all’interno delle più moderne app dedicate ai lavori in casa e di ristrutturazione, potrai avere un bagno nuovo in meno di una settimana, arrivando a pagare il giusto e senza quelli che potrebbero essere i tanto temuti “costi nascosti” che alcuni potrebbero presentare.