Sai che cos’è un impianto termoidraulico? E, se sì, conosci l’importanza e le motivazioni che possono trovarsi alla base di un lavoro di questo tipo?

Magari per la tua casa l’impianto termoidraulico potrebbe costituire la soluzione migliore, ed è per questo motivo che ti consigliamo di valutarne la realizzazione, ovviamente, sempre affidandoti ad un esperto che possa intervenire in modo preciso.

Che cos’è un impianto termoidraulico

In primo luogo, bisognerà specificare che cosa sia un impianto termoidraulico.

Questo è quel tipo di impianto tecnologico che serve per creare calore in inverno oppure raffreddare la temperatura in estate.

Questo tipo di attività si realizza sia con la produzione di acqua sanitaria, sia senza, e si può arrivare alla costituzione dell’impianto indipendentemente dal vettore energetico che si utilizzi.

Si possono comprendere nella dicitura di impianto termoidraulico sia quelli individuali di riscaldamento sia quelli collettivi. Vengono, invece, esclusi quelli termici come quelli ad energia radiante, che possono comprendere le stufe e i camini.

I tipi di impianto termoidraulico

Gli impianti termoidraulici non sono tutti uguali, e si possono individuare sicuramente due grandi tipologie.

Infatti, questi si suddividono certamente in impianti centralizzati, e in impianti autonomi. I primi hanno la facoltà di poter servire utenze differenti, e quelli che tipicamente si annoverano in questo gruppo sono quelli presenti nei condomini.

Si troveranno, poi, gli impianti autonomi, che ovviamente si potranno asservire alla singola utenza.

Come si compongono gli impianti termoidraulici

Ogni impianto termoidraulico ha diverse componenti, che possono variare anche a seconda dei sistemi di produzione e di distribuzione del calore.

In particolare, un impianto può vedere la presenza di caldaie a condensazione, o di pompe di calore dal punto di vista del sistema di produzione.

Per la distribuzione del calore si possono avere tubi di vario tipo, oppure altri strumenti che consentono di veicolare l’energia.

Si possono trovare anche diversi sistemi di regolazione e di controllo della temperatura, come i classici termostati. Infine, per l’utilizzo del calore o del sistema di raffreddamento si potranno avere strumenti diversi, come gli impianti a pavimento, oppure i classici radiatori.

A livello legislativo si può indicare come anche i caminetti e le stufe possano far parte di un impianto termoidraulico, sempre se fissi. Questo può accadere nel caso in cui la potenza al focolare che si trovi al servizio di una singola unità immobiliare vada a superare i 5 kWh.

Anche gli impianti che producono acqua calda per più appartamenti, o addirittura quelli che possono produrre acqua calda per strutture comuni, come le palestre, ad esempio, si potranno sempre individuare come impianti termoidraulici.

Invece, quei sistemi che vanno a produrre in modo esclusivo l’acqua calda sanitaria al servizio delle singole unità immobiliari, non potranno essere considerati impianti termici.

La prestazione energetica dell’impianto termoidraulico

Infine, a livello legislativo si prendono in considerazione anche degli elementi che si legano alla prestazione energetica di ogni impianto termoidraulico.

Le disposizioni nazionali sono state più volte “toccate” anche da quelle regionali, che hanno in molti casi modificato le indicazioni in tal senso.

Per questo si dovrà sempre controllare che cosa sia indicato a riguardo nella propria Regione.

Come installare un impianto termoidraulico

La creazione e l’installazione di un impianto termoidraulico non è un’operazione facile da realizzare, soprattutto nel caso in cui non si abbiano particolari nozioni nel campo dell’idraulica.

Proprio per questo sarebbe bene affidarsi ad un soggetto esperto. Oggi potrai richiedere l’intervento di un idraulico ancora più facilmente grazie alle nuove applicazioni mediante le quali potrai conoscere immediatamente la disponibilità del professionista, le sue tariffe e anche la conferma del suo sopralluogo.

In pochi minuti potrai capire chi si potrà occupare della tua casa senza doverti neppure preoccupare di fare una telefonata.

Gli interruttori della luce sono essenziali per poter utilizzare lampade e lampadine nella tua casa.

Tuttavia, forse non hai mai pensato alla loro disposizione, e a come questa possa cambiare anche il loro utilizzo.

Infatti, per poter installare un interruttore ti consigliamo sicuramente di rivolgerti ad un elettricista esperto, che ti potrà aiutare anche a capire non solo come sia fatto il tuo impianto elettrico, ma anche come sfruttarlo al meglio mediante l’uso degli interruttori stessi.

Addirittura, un buon elettricista sarà in grado di consentirti una scelta più consapevole relativamente alle lampadine da utilizzare nella tua casa per risparmiare senza dover restare al buio.

Si possono disporre gli interruttori della luce in modi diversi, e qui potrai capire come scegliere tale disposizione.

Come disporre correttamente gli interruttori della luce

La disposizione degli interruttori della luce viene spesso sottovalutata, e non si pensa al fatto di dover avere un interruttore che non sia solo comodo, ma che ti consenta subito di individuare a che cosa serva, e che cosa possa accendere o spegnere.

Un buon elettricista ti potrà consigliare in merito alla disposizione degli interruttori della luce con riferimento, in primo luogo, alla planimetria della tua casa.

Infatti, il fatto di avere ben chiaro come la casa sia disposta, e quali siano, ad  esempio, i punti di luce naturali ti consentirà già di comprendere al meglio dove poter installare gli interruttori stessi.

Sulla base delle luci che ti serviranno potrai decidere, quindi, dove installare i relativi interruttori, e anche quale funzione dare ad ognuno di essi.

Ad esempio, per una stanza particolarmente grande, potrebbe essere utile avere più di un interruttore per un solo lampadario, in modo da non trovarsi al buio da un lato all’altro della stanza stessa.

Dopo aver preso in considerazione la planimetria della tua casa, insieme al tuo elettricista potrai fare un sopralluogo relativo agli ambienti della casa stessa.

Dovrai immaginare le tue stanze con l’arredo che pensi di inserirci, in modo da capire se gli interruttori possano essere in conflitto rispetto all’arredamento, oppure se le stesse luci possano creare un conflitto di questo tipo.

Grazie a questo tipo di sopralluogo potrai avere quello che viene spesso indicato come schema virtuale dell’impianto.

Questo schema dovrà essere presentato, poi, all’impresa che si occuperà dell’impianto stesso. L’impresa si occuperà di effettuare l’impianto e anche di controllare che il tuo schema sia corretto, e che non determini errori.

Per capire ancora meglio dove e come installare gli interruttori potrai porti alcune domande specifiche.

Dovrai chiederti, innanzitutto, quanti e quali tipi di luci vorrai in una stanza. Inoltre, potrà essere utile accendere solamente una parte di queste luci?

Allo stesso modo, dovrai considerare le tue eventuali postazioni di lavoro. Le luci saranno importanti sia per lavorare, sia per studiare, e potresti averne bisogno anche per attività come la cucina.

Dovrai considerare, quindi, anche questo aspetto nella valutazione della posizione per i tuoi interruttori.

Dovrai anche chiederti se alcuni mobili possano interferire con il posizionamento sia degli interruttori sia delle luci, e come aggirare, magari facendoti sempre aiutare da un esperto, questo problema.

Infine, ricordati che gli interruttori possono sicuramente essere degli strumenti d’arredo, ma non dovresti mai esagerare!

Nel momento in cui ti sarai posto tutte queste domande, e avrai completato il tuo progetto, potrai consultarti con l’azienda che si occuperà del tuo impianto elettrico, o con il singolo professionista.

In questo modo, potrai conoscere i costi di installazione e di realizzazione del lavoro. Trovare un professionista, oggi, non sarà più difficile come un tempo, ed è per questo che ti sconsigliamo caldamente il fai da te in questo campo.

 

Avere un camino è davvero bello, e la sua presenza può regalare alla tua casa un’atmosfera davvero romantica.

Tuttavia, come accade con moltissimi altri tipi di “facilitazioni” presenti negli appartamenti, anche il camino richiederà una certa manutenzione, e non solo dal punto di vista della pulizia ordinaria.

Infatti, un passaggio che non dovrai mai trascurare sarà costituito dalla pulizia della canna fumaria. Lasciare da parte questo dettaglio, infatti, potrà mettere anche in serio pericolo non solo il funzionamento del camino, ma anche la tua stessa sicurezza.

Ecco, quindi tutto ciò che dovresti sapere in merito alla pulizia della canna fumaria e sui segnali che ti dovrebbero indurre a chiamare un professionista per eseguirla.

Il funzionamento della canna fumaria

In primo luogo, bisognerà capire quale sia il funzionamento della canna fumaria. Questa è una parte importante del camino, ed è una struttura verticale che si occupa di scaricare i fumi prodotti durante la combustione del legno.

La canna fumaria, quindi, si  occupa di raccogliere i fumi prodotti dalla camera di combustione del camino e li porta verso l’esterno, sboccando nel comignolo.

La coibentazione è un elemento essenziale della canna fumaria, in quanto questo elemento evita che i fumi si condensino prima di raggiungere il comignolo, ricadendo verso il basso, o comunque andando a sporcare la stessa canna fumaria.

Capisci, quindi, come evitare la pulizia della canna fumaria può determinare dei danni che potrebbero riguardare non solo le strutture della canna stessa, ma anche del camino, e che potrebbero porti in pericolo, ad esempio per il ritorno dei fumi e la presenza di monossido di carbonio nella stanza che ospiti il camino.

Pulizia della canna fumaria, i segnali che ne indicano la necessità

La pulizia della canna fumaria è necessaria almeno una volta l’anno, come accade con altre forme di manutenzione ordinaria, che comprendono, ad esempio, la pulizia della caldaia.

La pulizia della canna fumaria, infatti, si rende necessaria per eliminare la fuliggine e le ostruzioni, che possono determinare non solo dei malfunzionamenti ma anche l’autocombustione.

Tutto questo può arrivare a comportare danni alla struttura per il tiraggio del tuo camino, e addirittura a crolli a livello strutturale.

Se non sei convinto che sia arrivato il momento di chiamare un professionista per procedere alla pulizia della canna fumaria, qui potrai vedere indicati alcuni segnali che dovrebbero indurti a svolgere questo tipo di manutenzione:

  • Caduta della fuliggine, soprattutto nel momento in cui ti occupi di richiudere la serranda che è necessaria per la regolazione della canna fumaria;
  • Ristagno di odore di fumo;
  • Presenza di fuliggine anche intorno al camino;
  • Presenza di fumi (e non solo dell’odore) all’interno dell’ambiente che ospiti il camino.

In questi casi ti converrà richiedere l’intervento di un professionista che si occupi della pulizia della canna fumaria, e anche della sua eventuale manutenzione qualora qualcosa non stesse funzionando in modo corretto.

Pulizia della canna fumaria: a chi rivolgersi

Per capire a chi rivolgerti per la pulizia della canna fumaria, sappi che esistono moltissime imprese che svolgono quello che era il “vecchio” lavoro dello spazzacamino, ancora necessario in molte situazioni.

Ovviamente, oggi le imprese svolgono le operazioni di pulizia con strumenti più moderni rispetto ad un tempo, e anche senza sporcare né la casa né la parte interna del camino.

Potrai utilizzare diversi servizi per chiamare un professionista che si occupi della pulizia e della manutenzione della canna fumaria, richiedendo anche in anticipo un preventivo.

Sicuramente il sistema migliore è l’utilizzo di applicazioni come Help Sure 24, grazie alla quale non solo avrai la possibilità di accedere ai profili di tantissimi professionisti, ma anche di “prenotarli” direttamente.

 

Ti stai accingendo a fare una ristrutturazione della tua casa e ti chiedi quali siano gli elementi più importanti per il tuo impianto di riscaldamento.

Sicuramente sapere quale tipo di dimensionamento dei termosifoni dovresti scegliere può essere davvero utile, e se hai molti dubbi ti consigliamo sempre di rivolgerti ad un professionista, che sarà in grado di indicarti tutti  gli elementi che potrebbero esserti utili per la tua scelta, e magari anche di procurarti i tuoi nuovi termosifoni.

Tuttavia, se vuoi iniziare a capire che cosa sia importante considerare in merito al dimensionamento dei termosifoni, eccoti qualche punto da valutare.

Dimensionamento dei termosifoni, rispettare la legge

In primo luogo, sappi che nel caso in cui sia per te necessario effettuare una ristrutturazione, dovrai adeguare i tuoi termosifoni alle normative vigenti.

Dovrai, quindi, costituire un impianto di riscaldamento che abbia le caratteristiche previste a livello nazionale e locale.

Per questo può essere davvero utile fare riferimento ad un professionista che ti sappia consigliare sotto questo punto di vista.

Ad esempio, sarà per te necessario installare immediatamente le valvole e i contabilizzatori, in quanto dovrai adeguarti, come tutti gli altri, alle disposizioni che li prevedono all’interno delle case più recenti.

Inoltre, un professionista si potrà anche occupare di costituire quelle che sono le certificazioni necessarie al fine di sapere che il tuo impianto di riscaldamento sarà realmente a norma.

Sostituire i termosifoni: quali le tipologie migliori

Prima di parlare del vero e proprio dimensionamento dei termosifoni, sarà necessario anche capire quali tipologie di radiatori sono attualmente presenti.

Quelli ancora diffusi sono in ghisa, ma pian piano questi sono stati sostituiti da altri tipi di materiali, come l’alluminio, l’acciaio e così via.

Sappi che un radiatore in ghisa si riscalderà con maggiore lentezza, ma sarà anche quello che manterrà al meglio la temperatura.

I radiatori in alluminio hanno l’effetto contrario, mentre un termosifone in acciaio è quello che durerà meno nel tempo.

Chiedi consiglio sempre ad un fuochista o ad un idraulico professionista per capire quale scelta fare.

Dimensionamento dei termosifoni, gli elementi da considerare

A questo punto si può passare a parlare del vero e proprio dimensionamento dei termosifoni e dei parametri da prendere in considerazione per questi.

Il dimensionamento si può ottenere calcolando il fabbisogno di calorie che sarà necessario per avere una temperatura ideale all’interno dei diversi ambienti domestici.

Per effettuare il calcolo dovrete prendere in considerazione alcuni parametri, quali:

  • Le caratteristiche e l’isolamento termico dell’edificio;
  • La zona climatica della casa (ad esempio, a Nord farà sicuramente più freddo che a Sud);
  • L’esposizione solare e l’orientamento degli ambienti che dovrete riscaldare;
  • La temperatura media dell’acqua che è presente all’interno del vostro impianto di riscaldamento.

Ovviamente, alcuni di questi parametri saranno immediatamente accessibili, mentre per altri avrete certamente bisogno dell’aiuto di un professionista, che potrà fare le misurazioni e vi potrà indicare il risultato delle stesse.

Inoltre, dovrete anche capire dove posizionare i vostri nuovi termosifoni dopo il dimensionamento.

Infatti, la posizione di un radiatore sarà essenziale, poiché solo nel caso in cui questa venga studiata attentamente vi consentirà di riscaldare al meglio tutta la stanza.

In moltissimi casi i radiatori vengono posizionati al di sotto rispetto alle finestre, in quanto questa posizione consente di spostare in modo più efficace l’aria calda verso il centro della stanza.

Ovviamente, a seconda del tipo di casa che avrete, potrà cambiare anche la posizione dei vostri termosifoni, come può accadere per chi non abbia delle finestre ma delle portefinestre oppure dei balconi, che possono determinare una maggiore dispersione termica e una diversa esigenza dal punto di vista del riscaldamento.

 

Esistono lavori che non tutti possono fare, e la sostituzione del termostato per il riscaldamento è uno di questi.

Proprio per questo dovresti pensare a chiamare un professionista, soprattutto nel caso in cui sia tua intenzione sostituire il termostato manuale con uno digitale.

Come funziona un termostato digitale

Decidere di sostituire il termostato manuale con uno digitale può essere un’ottima idea, soprattutto per chi voglia rendere la gestione del proprio riscaldamento molto più efficiente.

Il termostato digitale, in primo luogo, andrà installato all’interno della stanza più abitata della tua casa, in modo che questo possa regolare nel modo migliore la temperatura.

Infatti, il compito principale del termostato digitale sarà quello di confrontare la temperatura presente nell’ambiente con quella che verrà impostata utilizzando un particolare programma.

Successivamente, il termostato digitale potrà inviare all’impianto, e alle sue componenti, l’ordine di accensione oppure di spegnimento attraverso onde radio.

In questo modo il termostato digitale avrà la possibilità di mantenere sempre la temperatura giusta anche nel caso in cui tu non dovessi essere in casa, oppure di notte.

I segnali vengono inviati sempre dal termostato a quello che viene chiamato ricevitore: questo dispositivo si trova di fianco alla caldaia e agisce essenzialmente come un interruttore.

Quindi, sarà proprio il ricevitore a determinare l’accensione oppure lo spegnimento della caldaia.

Perché sostituire il termostato

Dopo aver compreso a che cosa serva il termostato digitale, sarà possibile anche capire i motivi per i quali dovresti pensare alla sostituzione del manuale.

In primo luogo, il termostato digitale sarà facile da programmare e da utilizzare, questo, ovviamente, dopo la sua installazione da parte di un tecnico specializzato.

Diversamente rispetto al passato, quindi, il termostato digitale non richiederà competenze specifiche per il suo successivo utilizzo.

In secondo luogo, il termostato digitale, essendo “smart”, ti consentirà di gestire al meglio il tuo riscaldamento.

Non dovrai più preoccuparti di impostare continuamente l’accensione o lo spegnimento manuale della caldaia: grazie alle rilevazioni di temperatura sarà il termostato a determinare quando attivare il riscaldamento e quando spegnerlo.

Grazie a questa caratteristica, inoltre, potrai anche risparmiare molto denaro, perché ridurrai notevolmente gli sprechi dal punto di vista dell’utilizzo del tuo riscaldamento e della caldaia.

Quindi, anche se dovrai richiedere l’intervento di un professionista, quelli che spenderai saranno soldi ben investiti.

Come avviene la sostituzione del termostato

Come ti abbiamo raccomandato, dovresti richiedere sempre l’intervento di un professionista per la sostituzione del tuo termostato manuale con uno digitale.

Tuttavia, potresti essere curioso di sapere come avvengano le operazioni di sostituzione dello stesso.

In primo luogo, il professionista si occuperà di smontare il vecchio apparecchio e di verificare quali saranno i fili collegati.

Successivamente, si occuperà di installare il nuovo mediante il collegamento sempre dei fili che precedentemente erano connessi al vecchio termostato.

Inoltre, un professionista potrà aiutarvi anche a rendere autonomo il vostro termostato, non collegandolo esclusivamente alla rete elettrica, ma inserendo anche un’alimentazione a batteria che vi consentirà di avere sempre la gestione del sistema di riscaldamento, anche nel caso in cui dovesse saltare la corrente.

Infine, il professionista si occuperà di sostituire il ricevitore per il vostro impianto. Infatti, per uno digitale sarà necessario avere a disposizione un ricevitore adeguato, che non sarà quello usato in precedenza.

I tipi di termostato digitale

Infine, grazie al professionista del riscaldamento avrete anche la possibilità di scegliere tra i diversi modelli di digitale.

Il consiglio è quello di scegliere un modello che sia recente e che vi consenta un utilizzo non solo facile, ma anche autonomo ed intuitivo.

Infine, potrete adattare il design del vostro a quello della vostra casa.

 

Riscaldarsi utilizzando strumenti come le stufe a pellet o a legna può essere davvero un’ottima idea, soprattutto nel caso in cui si abbia una casa indipendente che abbia bisogno di molto calore.

Conoscere, quindi, le differenze tra quelli che vengono chiamati termoprodotti sarà davvero essenziale per poter fare una scelta oculata e mirata.

Le stufe a pellet

Le stufe a pellet sono sicuramente tra i prodotti più diffusi anche tra chi non abbia una grande dimestichezza con i sistemi di riscaldamento non tradizionali.

Questo perché, ovviamente, non richiedono di acquistare e di stoccare la legna, come invece accade con le stufe a legna.

Il pellet si ricava proprio dalla lavorazione del legno, è meno costoso rispetto a sistemi come il riscaldamento a gas e a carbone ed ha, in aggiunta, anche una resa termica particolarmente eccellente.

Quindi, si può sicuramente dire come le stufe a pellet vedano un ottimo rapporto qualità presso.

Il riscaldamento con le stufe a pellet avviene con l’irraggiamento termico che viene realizzato proprio dal dispositivo. Inoltre, rivolgendovi ad un esperto installatore di stufe a pellet potrete decidere di combinare questo tipo di tecnologia con un sistema di canalizzazione.

Esso vi consentirà di diffondere il calore in tutta la casa in modo davvero efficiente: ovviamente, questo tipo di passaggio richiederà sicuramente l’intervento di un professionista.

Queste stufe a pellet non vi consentiranno, invece, di produrre l’acqua calda sanitaria. Questa potrà essere prodotta solamente dalle termostufe.

Proprio le termostufe potranno essere un’ottima alternativa alle costose caldaie a pellet, che sono anche molto ingombranti dal punto di vista dello spazio.

Le stufe a pellet, infine, sono anche un elemento decorativo e di arredamento nel caso in cui si scelgano modelli che si possano adattare all’arredo presente nel resto della casa.

Appariranno, infatti, come un piccolo caminetto da osservare nelle lunghe serate invernali.

Nella scelta di una stufa a pellet potrete, ovviamente, richiedere l’assistenza di un esperto, il quale potrà consigliarvi la grandezza e la potenza necessarie per la vostra casa.

Inoltre, le stufe a pellet più moderne sono anche dotate di moltissimi comandi che vi consentiranno non solo di variare la temperatura, ma anche di programmarne l’accensione e lo spegnimento a seconda dei momenti della giornata.

Le termostufe a pellet

Un altro dispositivo, al quale abbiamo accennato, è costituito dalle termostufe a pellet.

Queste possono essere direttamente allacciate all’impianto di riscaldamento della vostra casa, sia con riferimento ai termosifoni sia per la creazione di un impianto a pavimento.

Potrete anche integrarle alla caldaia che sia già esistente, e potrete, ovviamente, utilizzarle anche per la produzione dell’acqua calda sanitaria.

Anche in questo caso dovrete farvi consigliare da un professionista per quanto riguarda la potenza della vostra termostufa a pellet, e dovrete chiamare un assistente per la sua installazione e per la realizzazione degli allacci necessari per la produzione di calore e acqua.

Le stufe a legna

Diversamente dalle stufe a pellet, le stufe a legna possono avere usi differenti.

Ovviamente, saranno utili per la produzione di calore, ma potrete anche utilizzarle per cucinare, e saranno molto belle da vedersi.

Il combustibile che viene utilizzato per queste stufe è costituito dalla legna, che potrete acquistare e stoccare in garage oppure in un’area della casa che avrete appositamente ricavato.

La maggior parte delle stufe a legna odierne è costituita dalla ghisa e dall’acciaio, materiali che consentono di propagare in modo adeguato il calore.

Anche in questo caso un servizio di assistenza ed installazione stufe a legna vi consentirà non solo di conoscere le proposte del mercato, ma anche di scegliere il modello di stufa a legna più adatto dal punto di vista della potenza e della grandezza.